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Laturo, il paese silenzioso che dormiva sotto i rovi

Quando siamo partiti per vedere Laturo non sapevamo bene cosa aspettarci. Le persone con cui avevamo parlato al telefono, vale a dire quei coraggiosi che si erano messi in testa di ridare vita a un borgo sperduto e abbandonato, ci attendevano direttamente lì. Peccato che per arrivarci occorreva letteralmente perdersi nel bosco, lungo un sentiero appena tracciato: così ci avevano detto. Eravamo in quattro, accalcati in una macchina troppo piccola, zeppa di tende e attrezzi da campeggio, nella quale avevamo appena percorso l’Italia toccando varie mete. Finalmente, al termine di una strada che trovava nella natura un limite invalicabile, abbiamo abbandonato la nostra scatola di sardine e ci siamo avviati a piedi.

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Spoileriamo il lieto fine della vicenda: abbiamo trovato Laturo e i suoi neo-abitanti. Qui, mischiati, alcuni di noi e alcuni di loro

Eravamo curiosi, prima di tutto, ma ci spingeva anche l’idea che un progetto così folle meritasse uno sforzo, e degli amici e sostenitori. Dopo una passeggiata di poco più di mezz’ora ci siamo finalmente affacciati sul borgo di Laturo, frazione di Valle Castellana a 800 metri sul livello del mare, in provincia di Teramo.

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Ecco il nome Laturo, in un’insegna degna dei paesini di frontiera del vecchio West

Al suo ingresso un cartello racconta la sua storia, quella di un borgo antico abitato da 200 persone fino agli anni ’50 del Novecento. Di lì, lento ma inesorabile, lo spopolamento, completatosi negli anni ’70 quando la strada che conduceva a Laturo si è rivelata sempre meno adatta a trasportare le nuove comodità di cui gli italiani andavano circondandosi in pieno boom economico. Per approfondire, c’è un sito web, aggiornato e zeppo di immagini e informazioni.

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Alcune regole da tenere a mente quando si gironzola per Laturo

Di certo è più affascinante sentir raccontare la storia della “riscoperta” di questo luogo da chi ne è stato protagonista. Così Giulia, Federico e gli altri, quando li abbiamo incontrati ci hanno detto della loro passione per le camminate che un giorno, dalle Marche, li ha portati a imbattersi in questo borgo fantasma. Le case di pietra semi-diroccate erano ricoperte dai rovi e la mulattiera che collegava anticamente il paese alla civiltà ormai inghiottita dal bosco.

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Ecco Giulia, che ci ha fatto da guida nell’antica Laturo, tra case diroccate e recuperate

Adesso che l’inverno è passato, e che Laturo esce dalle morse del gelo abruzzese, il suo rilancio prende nuovo vigore. L’associazione “Amici di Laturo” rilancia le sue attività e la richiesta di un aiuto. Perché Laturo vuole rinascere, ma anche diventare il simbolo di un’attitudine: quella di riscoprire, ridare valore, tornare in luoghi belli e dimenticati da quella forza centrifuga verso le città di cui molti si stanno pentendo.

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Le calzature degli abitanti che furono, e altri oggetti rinvenuti tra le rovine, costituiscono un piccolo museo all’aria aperta

Raccogliamo e diffondiamo l’invocazione che gli Amici di Laturo hanno deciso di diffondere, legata a una campagna di tesseramento:

Abbiamo bisogno di più visibilità e di persone motivate che ci aiutino a salvare le case che inesorabilmente stanno cedendo al tempo, e di sostegno concreto a far risorgere questo luogo che dilaga in forma ancora intatta nella natura e nel silenzio, e dove gli unici suoni sono quelli della fauna selvatica e dell’acque sorgive provenienti dal fosso. Ogni forma di supporto per noi è importante! Attualmente sono state acquistate 4 soluzioni abitative, di cui una restaurata e una in corso di recupero, salvato la piccola chiesetta in sinergia con la diocesi competente, e coltivato qualche pezzo di terra ad orto biologico, e, prossimamente, permaculturale.

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A Laturo hanno già cominciato a rinascere i primi orti

Il prossimo obiettivo, contestuale al recupero conservativo delle case, vorrebbe essere quello di ridare acqua e luce al viale di Laturo con sistemi di energia rinnovabile e alternativa, ricostruire il fontanile comune in pietra, e creare un rifugio di accoglienza per chi cerca un luogo diverso dal comune, una destinazione per l’anima, dove viaggiare e ristorarsi; contemporaneamente far diventare Laturo un centro sperimentale dove recuperare da un lato gli antichi mestieri e saperi della tradizione, dall’altro volgere lo sguardo a stili e sistemi di vita più sostenibili e più innovativi: in altre parole, far diventare Laturo un ponte che unisca passato e futuro.

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A Laturo le case stanno lentamente rinascendo, pietra dopo pietra

Quello di Laturo non è l’unico caso in cui vecchi borghi vengono riportati alla ribalta. Un esempio, sempre abruzzese, è quello di Santo Stefano di Sessanio, in provincia dell’Aquila, ma il modello è differente: si tratta del caso in cui un imprenditore decide di investire, acquista un’intera porzione di un borgo, e la rende luogo per ospitalità, rilanciando lateralmente l’economia locale.
A Latronico, in Basilicata, l’input arriva invece dall’alto, dalle amministrazioni pubbliche locali che tentano di ripopolare i paesi e rilanciare l’economia in chiave sostenibile. Altri Comuni lo stanno facendo con la formula della cessione delle case a 1 euro, nel tentativo di attrarre nuovamente abitanti giovani che offrano un futuro a paesi in cui l’età media si alza sempre di più.

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Chi visita Laturo, che accoglie anche scolaresche, può lasciare un messaggio per alimentare l’invisibile filo di una narrazione

Laturo è una storia diversa. Nasce dalla passione, e dalla visione, di poche persone che sul loro cammino si sono ritrovate per caso in un mondo antico. E hanno deciso di sognare che potesse rinascere grazie all’impegno, al lavoro e alla forza contagiosa dell’immaginazione. Il vecchio borgo era troppo bello per riscoprirlo e poi dimenticarsene di nuovo: così si è guadagnato il diritto a una nuova chance. Che sembra intenzionato a sfruttare.

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A Laturo la vita è ricominciata in modo spartano: l’unico “gabinetto” in funzione è questo qui, sospeso sul dirupo

Chi visita Laturo torna indietro con una grande energia e con la bellezza della natura ancora nello sguardo. Ripercorrere il sentiero a ritroso sembra un gioco da ragazzi e questo borgo perduto appare meno remoto. Ora, dopo qualche mese, riguardare le foto che abbiamo scattato ci riporta l’idea di un’avventura possibile, molto umana, resa gioiosa dalla tenacia e allegria delle persone che abbiamo conosciuto.

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La natura non si stanca di tessere le sue trame con o senza l’uomo nei paraggi
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Non si direbbe, ma le case di Laturo hanno proprietari che probabilmente si erano scordati di averle
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Chi intenda entrare nel progetto e acquistare una casa deve vedere oltre e soprattutto rimboccarsi le maniche per ricostruirle!
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Dalla casa di Giulia, resa perfettamente abitabile, si vede su in alto la chiesetta, in fase di restauro

Tutto intorno, soprattutto, la bellezza della natura…

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…e lo spettacolo diversamente affascinante delle vecchie abitazioni da ristrutturare.

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