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Insieme per imparare, al Festival di Permacultura – intervista a Luca Puri

pigmenti_naturaliIl primo Festival italiano di Permacultura di settembre 2014 era stato un successo: grazie a quella intensa tre giorni di laboratori, seminari e incontri in una Bolsena  piena di facce sorridenti e incuriosite noi e tanti altri (300 gli iscritti, ma molti di più erano gli “imbucati”) abbiamo avuto la possibilità di conoscere e sperimentare antiche e nuove tecniche e approcci dell’agire in armonia con la natura.

Ora, a cavallo tra il 1° e il 2° Festival (previsto per settembre 2015), facciamo due chiacchiere con l’organizzatore del festival, l’architetto e permacultore Luca Puri.
IMG_20140905_152446Luca ha avuto la capacità di portare i principi permaculturali “fuori dal seminato”, scegliendo per il festival non un luogo protetto («non siamo una setta, né panda da proteggere»), ma un posto in cui ci fosse «il confronto con la realtà», un centro abitato. Quello di Bolsena, cittadina che dà il nome al lago vulcanico più grande d’Europa, culla della civiltà etrusca. Caso virtuoso in cui l’amministrazione locale ha messo gratuitamente a disposizione diverse strutture pubbliche, tra cui il teatro comunale, e ha sostenuto le spese vive di elettricità e pulizia.

Luca, in che ambiti si riesce a progettare in ottica permaculturale, oggi, in Italia?

Credo che la Permacultura sia una filosofia di vita, un modo di concepire la vita in tutte le sue forme. Un modo nuovo di ragionare, di agire e di essere. Non ci sono ambiti specifici in cui si applica la permacultura, tutto può essere pensato e progettato in permacultura, da una cena tra amici a una casa a un viaggio a un giardino. Non esistono limitazioni né impedimenti. Personalmente cerco di concepire i mie progetti sempre con quest’ottica di applicare i principi etici a ogni mia singola azione. Nello specifico della progettazione serve solo una ferrea volontà, la consapevolezza. Io propongo sempre ai miei clienti un approccio permaculturale e un progetto in cui loro sono parte integrante e indissolubile.

Ti è parso che questa manifestazione sia riuscita a incuriosire anche chi con la permacultura non aveva mai avuto a che fare?
IMG_20140905_155754Bolsena durante il Festival è stata un laboratorio a cielo aperto. Un laboratorio sperimentale di comunità. La cittadina è stata invasa da una miriade di persone che già conoscevano la permacultura e da altrettante che non ne avevano mai sentito parlare. La gente si è fatta coinvolgere e incuriosire. Tanti hanno chiesto, ascoltato, annusato e osservato cosa stesse succedendo. Il nostro ufficio informazioni è stato preso d’assalto. Credo che siano stati lanciati tantissimi semi, aspettiamo che germoglino.

Ci è arrivata voce che in Parlamento c’è anche un permacultore. Questa presenza ha un significato secondo te? Cosa vorresti dalla politica se pensi alla permacultura?

Sì, so che in Parlamento c’è un permacultore, non so chi sia e credo di non conoscerlo, non siamo una setta, non siamo un partito politico, non dobbiamo conoscerci tutti per forza. Non siamo persone speciali solo perché facciamo permacultura, siamo portatori di un’idea speciale, nuova, giusta per questo tempo. Io faccio politica attiva, pratica, quotidiana, basata su esempi. Dalla politica e dai politici non vorrei nulla, o meglio, proprio nulla: quindi almeno di non essere osteggiato nella mia libertà di espressione. A Bolsena questo avviene e i rapporti con l’amministrazione sono cordiali e di collaborazione.

In Italia la permacultura è quasi un’eresia? A livello burocratico tante cose che si fanno in permacultura non sono permesse o facilitate…

Non trovo giusto dire che la permacultura è un’eresia, il messaggio va diffuso e fatto comprendere e vi assicuro che le persone sono pronte a percepire e condividere. Alcune Facoltà di Agraria tra l’altro si stanno interessando, come quella di Viterbo.

Una critica e una lode al primo festival e un buon proponimento per la prossima edizione?

Il primo festival è stato un gran successo comunitario. Ci sono piccole cose da affinare soprattutto far comprendere l’importanza delle scelte e dello scegliere. La critica più grossa che posso fare è quella di non aver potuto creare agevolazioni di movimento, la stazione è mal collegata e i vari alloggi lo stesso. Purtroppo era troppo difficile ma si può sopperire a tutto ciò. La lode aver visto per tre giorni un paese utopico. Abbracci, sorrisi baci e supporto, comunità e rete, tanta rete.

Il sito del Festival di Permacultura, per tenersi aggiornati sulla prossima edizione e quello dell’Accademia per i prossimi corsi di permacultura in programma.


 

L’ecoborgo sul lago di Bolsena che noi di E-CO-abitare stiamo progettando: http://www.ecoabitare.org/progetti/ecoborgo-lago-bolsena