josef.stuefer

Senza i fiori non esisteremmo

«Un tempo i fiori non esistevano: duecento milioni di anni fa, per essere precisi. C’erano piante, naturalmente, felci e muschi, conifere e cicadacee, ma esse non formavano fiori e frutti nel vero senso della parola. Alcune si riproducevano per via asessuata, clonandosi in vari modi. La riproduzione sessuale era un fenomeno discreto, che di solito si accompagnava al rilascio di polline nel vento o nell’acqua; per puro caso un po’ di polline riusciva a raggiungere altri membri della specie e il risultato era un minuscolo seme primitivo. Questo mondo prefloreale era più lento, più semplice e più tranquillo del nostro. L’evoluzione procedeva con maggiore lentezza perché c’era meno differenziazione sessuale e quando la riproduzione avveniva per via sessuale riguardava piante vicine o con uno stretto vincolo di parentela. Questo approccio conservatore alla riproduzione era adatto a un mondo più semplice dal punto di vista biologico, in quanto generava novità o variazioni relativamente piccole. Nel complesso la vita era più statica e nasceva dall’accoppiamento tra “consaguinei”.

Prima dei fiori, il mondo era più tranquillo: senza frutti né grossi semi, non poteva sostentare molte creature a sangue caldo. Dominavano i rettili, che quando faceva freddo si limitavano a strisciare con lentezza. Di notte accadeva ben poco. Anche l’aspetto del pianeta era più monotono: più verde, privo dei colori e delle forme (per non parlare dei profumi) che sarebbero sopraggiunti con fiori e frutti. La bellezza non esisteva ancora. O meglio, l’aspetto di ogni cosa non aveva nulla a che vedere con il desiderio.

I fiori rivoluzionarono tutto. Le angiosperme, definizione botanica delle piante che producono fiori e semi rivestiti, apparvero durante il Cretaceo e si diffusero con una velocità sbalorditiva. Charles Darwin definì questo fenomeno improvviso e del tutto inafferrabile “un mistero insopportabile”. Ora, invece di affidarsi al vento e all’acqua per propagare i propri geni, una pianta poteva ricorrere all’aiuto di un animale, stipulando un eccellente contratto coevolutivo: nutrimento in cambio di trasporto. Con l’arrivo dei fiori, sulla Terra comparvero livelli del tutto nuovi di complessità: più informazione, più comunicazione, più sperimentazione.

L’evoluzione delle piante si sviluppò secondo una nuova forza motrice: l’attrazione tra specie differenti. La selezione naturale favoriva i fiori che riuscivano a catturare l’attenzione degli impollinatori e i frutti più appetitosi per gli animali. I desideri delle altre creature ebbero un ruolo primario nell’evoluzione delle piante, perché quelle che riuscivano a gratificare tali desideri avevano una discendenza maggiore. La bellezza si rivelava una strategia di sopravvivenza.

Le nuove regole accelerarono la velocità dei mutamenti evolutivi. Grandezza, lucentezza, dolcezza e fragranza: con il nuovo regime, tutte queste qualità furono subito premiate. Ma lo fu anche la specializzazione. Poiché era dispendioso affidare il polline a un insetto che poteva recapitarlo all’indirizzo sbagliato (ai fiori di specie non affini), divenne vantaggioso avere un aspetto e un profumo il più caratteristici possibile, l’espediente migliore per ottenere tutta l’attenzione di un unico impollinatore specializzato. Così il desiderio degli animali venne analizzato e suddiviso, le piante si specializzarono di conseguenza, e si verificò una straordinaria esplosione di diversità, in gran parte sotto il segno della coevoluzione e della bellezza.

Insieme ai fiori arrivarono frutti e semi, e anch’essi riplasmarono la vita sulla Terra. Con la produzione di zuccheri e proteine per attirare gli animali che avrebbero diffuso i loro semi, le angiosperme moltiplicarono la provvista mondiale di energia alimentare, rendendo possibile la nascita di grossi mammiferi a sangue caldo. Senza i fiori, con ogni probabilità dominerebbero ancora i rettili, che a lungo se la cavarono benissimo in un mondo ricco di foglie ma privo di frutti. Senza i fiori, noi non esisteremmo.»

foto di josef.stuefer

Brano tratto dal seguente libro:

La Botanica del Desiderio - Libro
Il mondo visto dalle piante.
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