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La terra in cui si nasce LIBERI

I bambini non si parcheggiano frettolosamente in strutture educative chiuse, separate dall’ambiente circostante, perché la possibilità di sperimentare il mondo riveste un ruolo decisivo nello sviluppo della loro personalità. Tutti quei genitori che auspicano di vederli muoversi in spazi aperti hanno ora la possibilità di scoprire un’alternativa a come sono normalmente concepiti e organizzati nel nostro Paese i luoghi deputati all’educazione, tramite la Mappa delle Scuole Diverse.

E-CO-abitare è sua sostenitrice, come lo è del nuovissimo progetto di educazione ambientale libertariaNati Liberi” che accoglierà bambini da 2 a 6 anni a partire da settembre 2015 fino a luglio 2016, con orario dalle 8 alle 16,30 tutti i giorni da lunedì a venerdì .

La proposta nasce dalla collaborazione tra l’asilo nido “Nati Oggi” di Roma e l’associazione culturale Libera Polis, attiva dal 2006 a Cerveteri con iniziative capaci di incentivare un rapporto sano ed equilibrato tra uomo e natura. A supporto, daranno il loro apporto l’associazione Open Culture Atlas, che stimolerà la messa in rete e lo scambio con progetti affini in Italia anche attraverso la Mappa delle Scuole Diverse e il sito Tropico del Libro; e la onlus E-CO-Abitare, che metterà a disposizione una particolare struttura ecocompatibile, la yurta, che accoglierà i bimbi nei momenti di pausa e riposo.

tavolino-bimbiI bambini che verranno iscritti al progetto “Nati Liberi” trascorreranno la maggior parte del tempo all’aria aperta, seguiti da educatrici esperte in questo tipo di didattica e presenti nella proporzione di una ogni sette bambini. I piccoli giocheranno liberi, il loro pavimento sarà la terra e per sedie avranno balle di paglia. Si cimenteranno a piantare ortaggi e fiori, faranno amicizia con le rane e le libellule che popolano lo stagno, annuseranno le erbe selvatiche, fraternizzeranno con i cavalli e altri animali della fattoria.
In questo percorso di scoperta, l’associazione EquiCaere metterà a disposizione i propri cavalli e la propria esperienza in attività per bambini, permettendo di far prendere loro confidenza con questo affascinante animale.

ortoI bimbi saranno affidati alle attenzioni di Silvia Battaglia, l’educatrice principale, e Anna Cacciamani, responsabile didattica. L’approccio appartiene al filone pedagogico libertario: il metodo è incentrato sull’ascolto attivo del bambino e intende facilitare la sua scoperta autonoma del mondo, anche attraverso cooperazione e solidarietà.

anna-e-silviaNell’ora dei pasti saranno serviti piatti vegetariani con materie prime biologiche, sotto il coordinamento di Alessia Amori, organizzatrice di numerose attività e laboratori per bambini di ogni età.

Gli spazi in cui si muoveranno i bambini “Nati Liberi” sono attualmente in fase di allestimento, ma già per la presentazione di sabato 6 giugno sarà possibile vedere il lavoro quasi compiuto. Lo scenario è quello della campagna di Cerveteri, accolti all’ingresso da olivi e altre piante da frutto.

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Per capire meglio quali motivazioni abbiano portato alla realizzazione di “Nati Liberi”, abbiamo rivolto qualche domanda a chi sta lavorando per renderlo possibile.

Simone Itri è il presidente dell’associazione Libera Polis, sul cui terreno viene ospitato il progetto e che ha fortemente voluto tutto questo. Con lui proviamo a comprendere meglio da dove si parte e come si mette in piedi un progetto così affascinante.

Simone, quando è iniziata la tua ricerca che ha portato alla realizzazione di Nati Liberi?

«Un anno e mezzo fa. Io e la mia compagna abbiamo iniziato perché motivati dalla necessità di offrire un’opportunità a nostro figlio. Visto che sul nostro territorio non c’erano opzioni educative basate su un approccio libertario, abbiamo deciso di costruire noi un’opportunità di questo tipo. L’associazione Libera Polis ha spesso agito in questo modo, cercando di organizzare attività in grado di soddisfare un bisogno per il quale non erano presenti alternative.»

Quali sono le difficoltà più concrete che hai trovato sulla tua strada e come le hai superate?

«La prima difficoltà è stata quella di relazionarsi con l’apparato burocratico-amministrativo, evitando di avviare progetti che cadessero al di fuori delle leggi. Intorno a un approccio educativo libertario, che chiede che i bambini imparino in spazi aperti, vi è infatti un vuoto normativo.
Il secondo ostacolo è nato quando abbiamo cercato insegnanti adatti per quello che avevamo in mente: quei pochi che ci sono in giro sono già impegnati nelle poche realtà educative simili a quella che abbiamo immaginato. Ciò che ci interessa più di tutto, al di là della preparazione teorica, è trovare insegnanti che si dimostrino essere persone con un grande equilibrio personale, consapevoli di sé, e capaci perciò di approcciarsi ai bambini senza fare danni. La nostra idea  è che l’insegnante debba intervenire il meno possibile, facilitando la scoperta del mondo circostante da parte del bambino.»

Che consiglio daresti a chi volesse avviare progetti analoghi al vostro?

«Quando si lanciano iniziative nuove occorre unire le forze e fare squadra con progetti simili già esistenti. È necessario anche il supporto delle famiglie: se si riesce a comunicare efficacemente le proprie intenzioni pur meno convenzionali, la risposta è positiva e si instaura un rapporto di fiducia. Io ritengo che ci sia una richiesta enorme di progetti educativi simili a “Nati Liberi”, la difficoltà sta nel creare l’offerta che la soddisfi. Uno dei motivi è la carenza di educatori idonei, come ho già sottolineato. Ora che finalmente ce l’abbiamo fatta e stiamo partendo, il mio auspicio è che questo tipo di progetto si diffonda sempre più.»

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Anna Cacciamani è la responsabile didattica del progetto, anche a lei abbiamo chiesto alcune cose.

Come sei entrata in questo progetto “Nati Liberi”, quando e per quali motivi?

«Siamo stati contattati come asilo “Nati Oggi” dall’associazione Libera Polis, che aveva sentito parlare di noi. Proprio in quel momento eravamo nel pieno di un progetto, “Nido nel quartiere”, che permetteva ai bimbi del nostro asilo di stare all’aria aperta. La spinta decisiva è arrivata dall’incontro con una mamma finlandese che ci ha raccontato la realtà degli asili nel bosco, che sono la norma nel suo Paese. Allora siamo partiti per il nord Europa per conoscere e vivere da vicino quelle esperienze, impostando da soli un piano di formazione. Riportare successivamente da noi quell’approccio didattico si è rivelato difficile, anche per la necessità di adattare alla nostra cultura quanto avevamo recepito. Ne è nata una diatriba con il Comune di Roma, perché nessun dirigente voleva prendersi la responsabilità di approvare la nostra proposta; tuttavia, non potendo nemmeno bocciarla data la sua valenza educativa, il compromesso è stato quello di delegare ai vigili la parte relativa alla sicurezza che costituiva il principale spauracchio.»

Superate le difficoltà burocratiche, nella realtà di tutti i giorni quali riscontri avete avuto da questo esperimento?

«L’esperienza si è rivelata subito splendida, anche se notavamo i genitori che ci spiavano perfino da dietro i cespugli, per assicurarsi che tutto andasse bene. La grande opportunità per i bimbi è quella di poter interagire con gli altri abitanti del quartiere – Torrino Mezzocammino – che incontrano nel nostro grande parco e con i quali si creano interazioni estemporanee: il pensionato seduto sulla panchina o il giovane che fa attività fisica sono occasioni per entrare in relazione con la realtà circostante.»

Di cosa ti occuperai nel concreto all’interno del progetto “Nati Liberi”?

«Coordinerò il progetto nella sua nascita, facendo da supervisore dell’educatrice, accompagnando i genitori in questa nuova dimensione didattica, osservando tutta l’organizzazione all’opera. Ma voglio starci dentro anche come educatrice, affiancando Silvia Battaglia, che avrà il ruolo principale in questo senso.»

Qual è stata la tua formazione, come sei arrivata a questo approccio didattico quasi inedito nel nostro Paese, se si escludono poche realtà simili?

«Ho iniziato come educatrice, dopo aver frequentato la facoltà di Scienze dell’educazione. La prima esperienza è stata come educatrice comunale, tra l’altro proprio a Cerveteri in un asilo nido privato. Poi sono approdata a Roma, in un nido sempre comunale che mi ha aperto a un approccio diverso, in cui il bambino è più libero, perché a Roma c’è un approccio montessoriano di base. Io però avevo tante idee che come dipendente non potevo realizzare; e così, insieme al mio compagno, abbiamo deciso di aprire una struttura nostra. In questo modo ha preso forma l’asilo “Nati Oggi”, dal 2009 convenzionato con il Comune di Roma.»


Per informazioni: Simone, 3395889599


 

Buona fortuna a tutti i nati liberi!

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